Programma

 

DIRITTI UMANI, POLITICHE INCLUSIVE, PROMOZIONE CULTURALE.

 

Nel corso di questi anni La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap del Lazio è riuscita con grande impegno a lavorare per il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità orientando la sua azione verso l’attuazione di politiche di contrasto alla discriminazione, alle barriere ambientali, all’impoverimento delle famiglie e alla segregazione.
Compito della nuova Giunta eletta sarà quello di mostrarsi pronta ad accogliere, con spirito di innovazione e sulla base dei traguardi consolidati, le sfide e le opportunità che fin da subito si presenteranno.
Lo sviluppo delle normative nazionali e internazionali stanno fortificando l’approccio di mainstreaming delle persone con disabilità. Tale sviluppo necessita di un’importante traduzione anche al livello territoriale. I principi ispiratori della Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità di parità di trattamento e non discriminazione così come l’esercizio della scelta e accrescimento della consapevolezza delle persone e delle famiglie debbono diventare finalità preordinate dell’ordinamento regionale, senza i quali è evidente il rischio di avere provvedimenti con approccio assistenzialistico passivo, in contrasto con l’obiettivo di realizzare il progetto personalizzato di vita.
L’anno appena trascorso e la pandemia ancora largamente diffusa nelle nostre città ha messo in luce e ha amplificato tutte le carenze di sistema dei servizi di inclusione di confronti delle persone con disabilità. Pertanto l’impegno del movimento associativo necessita sempre più di una capacità propositiva e unitaria in grado di contrastare i sovranismi dei gruppi sociali e dei sotto-gruppi delle persone con disabilità, che rischiano di far arretrare lo sviluppo dei diritti, e di favorire piccoli raggruppamenti su tematiche individualistiche. E’ necessario rilanciare politiche inclusive in grado di incidere realmente sulla qualità della vita delle persone, garantendo esigibilità dei diritti, con particolare attenzione a:

 

1) Salute e Integrazione Sociosanitaria.

  1. Proporre interventi per permettere l’acceso e la fruizione dei servizi di salute a tutte le persone con disabilità, in un’ottica di genere e in tutte le fasi della vita.
  2. Promuovere la creazione e sviluppo di percorsi sanitari adeguati alle esigenze delle persone con disabilità nei diversi setting assistenziali, in particolare per coloro che necessitano di sostegni intensivi, che consentano di accedere facilmente ad esami diagnostici utili e/o necessari o a degenze nei reparti ospedalieri, al fine di creare il minimo disagio a loro ed ai loro caregiver.
  3. Promuovere la creazione di percorsi di cura adeguati alle persone con disabilità pregresse, attraverso un collegamento funzionale tra gli ospedali sedi di DEA e gli istituiti Centri regionali di riferimento per patologia.
  4. Promuovere azioni volte a garantire il diritto di accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva progettati in modo attento alle specifiche differenze di genere, nonché la stessa gamma e qualità di servizi e programmi sanitari offerta al resto della popolazione.

 

2) Inclusione Sociale.

  1. Sviluppare di strumenti che favoriscano l’elaborazione dei progetti personalizzati, quale espressione dell’autodeterminazione possibile, anche attraverso il sostegno familiare o protezione giuridica dell’amministratore di sostegno, avvalendosi dell’esperienza e competenza delle organizzazioni delle persone con disabilità, quali co-protagonisti alla pari.
  2. Sviluppare le autonomie per la vita adulta attraverso sostegni che consentano alle persone di accrescere le proprie capacità, di abilitarsi e riabilitarsi all’interno della comunità, evitando il ricorso a percorsi e luoghi “speciali”. Promuovendo finanziamenti specifici per attività in contesti ordinari, attraverso il coinvolgimento di realtà territoriali che vedono impegnati i cittadini nei vari settori.
  3. Adozione di adeguate politiche abitative che consentano di realizzare il proprio progetto di vita, nella propria famiglia di origine e fuori dalla stessa per la costruzione di una propria, anche attraverso forme di co-housing e servizi idonei a garantire le reti di relazione delle persone.
  4. Sviluppare e diffondere programmi di vita indipendente, anche attraverso sostegni per l’assistenza personale autogestita e percorsi che favoriscano strategie di empowerment individuale e sociale.
  5. Favorire politiche di contrasto alle diverse forme di assistenza segreganti e sviluppo di iniziative per garantire la deistituzionalizzazione.
  6. Sperimentare forme di supporto in favore dei caregiver familiari, impegnati costantemente in attività di sostegno intensivo.

 

3) Inclusione scolastica.
L’educazione delle persone con disabilità in eguaglianza di opportunità è un obiettivo da conseguire, ma nelle emergenze sono venute a mancare le soluzioni inclusive. Il sistema educativo ha dimostrato l’incapacità di garantire la continuità ed appropriatezza delle lezioni agli studenti con disabilità, in particolare a quelli con disabilità intellettiva e relazionale. Il tema riguarda le strategie politiche e tecniche, le competenze e quindi la formazione iniziale ed in servizio dei professori e delle figure professionali di sostegno, le soluzioni tecnologiche e pedagogiche per la formazione a distanza, l’accessibilità e fruibilità di edifici e strumenti tecnici. E’ necessario sostenere i laureati con disabilità. Vanno resi accessibili e fruibili anche la formazione professionale e l’istruzione permanente. Particolare attenzione vanno dedicate a strumenti di monitoraggio della qualità dell’educazione.

  1. Proseguire la collaborazione in corso con il GLIR (Gruppo di Lavoro regionale sull’inclusione scolastica).
  2. Monitoraggio con Regione sull’investimento dei fondi riservati agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione.
  3. Collaborazione con FISH nazionale per l’elaborazione di politiche inclusive che favoriscano la partecipazione dell’alunno e studente alle attività didattiche e non con l’intero gruppo classe.
  4. Favorire percorsi di orientamento, di formazione professionale e d’istruzione permanente al di fuori della scuola, definendo i sostegni alla frequenza, garantendo l’accessibilità delle strutture e delle attività. Avviare percorsi diffusi di inclusione formativa, cercando di superare le scuole “speciali”, ancora purtroppo esistenti nel settore della formazione professionale. In tal senso è necessario prevedere sostegni adeguati in analogia a quanto previsto nell’ordinamento scolastico generale.

 

4) Inclusione Lavorativa.

  1. Migliorare i processi di programmazione, monitoraggio e valutazione delle politiche lavorative della disabilità, definire i livelli essenziali di funzionamento dei servizi del collocamento mirato e favorire il mainstreaming della disabilità nella raccolta dati.
  2. Sviluppare interventi di natura tecnica e organizzativa per il miglioramento dei processi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità per evitare discriminazioni, valorizzare le competenze e garantire continuità sul posto di lavoro.

 

5) Accessibilità e Mobilità.
Innalzamento della portata prima di tutto culturale della concetto di Accessibilità, intesa, nella sua accezione di progettazione universale, come mezzo di realizzazione dei diritti umani e garanzia di piena partecipazione sociale.
Il tema della Accessibilità, spesso e ancor più di altri, necessita di interventi organici e sistematici, tramite una ricognizione temporale degli adeguamenti, il più delle volte elusi o attivati sporadicamente su richiesta dei singoli interessati in situazioni di emergenza.
In linea con il lavoro condotto dall’Osservatorio Nazionale sullo stato di attuazione della Convenzione ONU, occorre un rilancio degli strumenti di pianificazione per l’adeguamento delle barriere architettoniche, senso/percettive e comunicative facilitate già da tempo previsti per i Comuni in riferimento alle strutture pubbliche e private. La situazione di particolare complessità e vivibilità delle persone residenti nelle provincie della Regione rende palese la necessità di instaurare un confronto approfondito con le parti politiche Locali in merito all’adozione e applicazione di istituti e strumenti di valutazione e mappatura programmata, verifica, e modifica strutturale, con lo scopo di consentire la piena vivibilità delle città per tutti i cittadini.

 

6) Partecipazione.

  1. Sviluppare e strutturare la partecipazione delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative alle decisioni, al monitoraggio, alla valutazione rispetto alle politiche in ogni settore; sostegno e promozione del ruolo delle associazioni di “advocacy” e di rappresentanza dei diritti delle persone con disabilità in tema di contrasto alle discriminazione e di garanzia di condizioni di uguaglianza e pari opportunità.
  2. Valorizzare il ruolo delle associazioni e delle famiglie come attori competenti ed essenziali nei processi di inclusione.

 

7) Cultura, Turismo e Tempo libero.

  1. Rendere fruibili i Servizi, eventi e le iniziative culturali su base di eguaglianza con tutti i cittadini.
  2. Garantire specifici sostegni presso le strutture ricettive alberghiere e turistiche, al fine di consentire un agevole utilizzo delle stesse per l’impiego del tempo libero.
  3. Promuovere percorsi formativi in favore degli operatori turistici sulla conoscenza delle esigenze dei turisti con disabilità.