BUS SHARING NUOVO SERVIZIO DI MOBILITA’ PER LE PERSONE CON DISABILITA’

E’ stato presentato martedì 5 febbraio in Campidoglio dal vicesindaco di Roma  Sveva Belviso e dal collaboratore del sindaco per le politiche per la disabilità Michele Colangelo il nuovo servizio di mobilità per le persone con disabilità, il bus sharing, che dovrebbe consentire di soddisfare le richieste di 3000 utenti, a fronte degli attuali 1500 “senza alcun costo aggiuntivo per l’amministrazione”.

Al nuovo sistema, che dovrebbe mandare in pensione la vecchia “mobility card” (le nuove norme antiriciclaggio non consentirebbero più l’uso delle cosiddette “carte di credito finalizzate” come la mobility anche se, non si capisce come, l’Assessore Belviso possa aver sponsorizzato la carta Romacarta di credito finalizzata), saranno destinati 3600 taxi (che arriveranno a 5000 nel tempo) e 100 pulmini. Per la prima volta inoltre verrà attivato un servizio di trasporto riservato alle persone con disturbo dello spettro autistico e i loro accompagnatori, cui verrà messo a disposizione un servizio taxi della cooperativa 3570.

 

Il bus sharing, attraverso il monitoraggio supervisionato da una cabina di regia, dovrebbe organizzare una mappa dei cittadini con disabilità richiedenti il servizio, definendo appositi tracciati per il servizio bus, in grado di garantire gli spostamenti per otto persone residenti in quartieri vicini.

 

Obiettivo del nuovo sistema è quello di abbattere le liste di attesa del servizio di trasporto delle persone con disabilità, al momento 1250, e di estenderlo ad altri 1000 utenti entro fine marzo, raggiungendo, entro l’estate, un bacino di utenza di 3000 utenti

 

L’ennesima “rivoluzione” nel settore Sociale proclamata dall’Amministrazione Alemanno ha già incontrato tuttavia numerose critiche da parte dei soggetti interessati.

Poco definiti risultano infatti alcuni aspetti dell’iter da seguire per ottenere l’erogazione del servizio, a cominciare dalle modalità richieste per accedervi.

Per quanto riguarda il trasporto inoltre, molti dubbi si hanno sulla possibilità dei mezzi utilizzati, guidati dal software di  geolocalizzazione (usato da tempo nei sistemi GIS), di far fronte alle numerose richieste degli utenti, considerato sia i tempi di percorrenza necessari in città, sia il traffico caotico della capitale.

Piuttosto che una riorganizzazione del servizio di mobilità, l’iniziativa sembra dunque avere il sapore di uno spot elettorale, andando a privatizzare una prestazione essenziale per centinaia di persone con disabilità, togliendo di fatto un servizio gestito per molti anni dall’Atac.