Inclusione nella scuola

Avviso Pubblico sull’Assistenza Specialistica 2018-2019. Le Federazioni Regionali chiedono l’annullamento

 

LE FEDERAZIONI INCONTRANO LA DIREZIONE REGIONALE PER LA FORMAZIONE

La FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la FAND Lazio (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili) hanno incontrato stamattina la  Dirigente Agnese D’Alessio (Area Programmazione, Organizzazione e Attuazione dell’offerta di Istruzione, Diritto allo Studio Scolastico e Universitario) e il dott. Salvatore Segreto (Segreteria Direzione regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio) della Direzione regionale della Formazione e la Scuola, a seguito della richiesta avanzata dalle stesse Federazioni di avere un confronto sulle criticità riscontrate dalle Associazioni in merito all’Avviso Pubblico sull’Assistenza Specialistica per gli alunni con disabilità e in situazioni di svantaggio emanato dalla Regione per il prossimo anno scolastico.

Per il secondo anno le risorse stanziate per questa tipologia di assistenza saranno fatte valere sul POR FSE 2014/2020, e l’intervento è attuato nell’ambito dell’Asse II – Inclusione sociale e lotta alla povertà.

Durante l’incontro è stata evidenziata innanzitutto la scarsa tempestività da parte degli uffici regionali nelle procedure adottate, che comporteranno la richiesta di presentazione dei progetti agli istituti scolastici al termine delle lezioni e durante il periodo degli Esami di stato. La tempistica strettissima prevista dal bando, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, solleva di conseguenza serie perplessità circa la possibilità che i servizi di assistenza possano essere garantiti all’inizio della didattica.

La criticità più grave del provvedimento è rappresentata dall’estensione degli interventi di inclusione scolastica previsti anche agli alunni in situazioni di svantaggio, ossia con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e ulteriori Bisogni Educativi Speciali, che, a fronte dell’esiguo aumento di risorse stanziate rispetto allo scorso anno (euro 2,5 milioni), causerà gravissimi disagi nei confronti degli alunni con disabilità, in particolare di coloro che hanno certificazione con art. 3, c. 1 ex l. 104/92, i quali, con un aumento non definito e preventivato di beneficiari, dovranno condividere con i nuovi compagni le misure economiche destinate alla loro assistenza. E’ stato fatto presente al riguardo che la normativa di riferimento in materia non prevede l’adozione di misure di assistenza per l’Autonomia e la Comunicazione per gli allievi con BES e con DSA, e la scelta di ampliare la platea dei destinatari dei Servizi dedicati, rischia di comportare inevitabili drastiche riduzioni degli stessi, se non supportata da adeguati stanziamenti economici aggiuntivi in tal senso. Si è sottolineato inoltre che, sino ad oggi, i fondi per l’assistenza sono stati destinati esclusivamente agli alunni con disabilità in forza dell’art. 13, c. 3 l. 104/92, con la conseguenza che, qualora la Regione intenda ampliare la tipologia di utenza, si rende indispensabile incrementare in modo congruo la corrispondente disponibilità finanziaria. Diversamente infatti si configurerebbe una palese discriminazione indiretta a danno delle persone con disabilità ai sensi della L. 67/06.

Ulteriore grave criticità rappresentata dalle Federazioni è quella relativa all’assenza nel provvedimento della previsione di criteri idonei alla valutazione dell’intensità del bisogno dell’alunno (Codici Diagnostici, riferimenti al comma 1 piuttosto che al comma 3 della L. 104/92, C.I.S.), invece contenuta nella precedente disciplina. Tale omissione rende peraltro inutile ogni altro riferimento (“disabilità gravissime”) inserito nell’atto, considerato che gli istituti scolastici non avranno alcun parametro effettivo per definire la reale e complessiva gravità o meno delle singole situazioni.

Rispetto alle istanze descritte, già presentate dalle Federazioni la scorsa settimana in una nota congiunta alla Direzione interessata, la Regione è tuttavia rimasta sulla sua posizione, giustificando, in particolare, l’accesso dei nuovi destinatari ai Servizi in un’ottica di Inclusione, ritenendo che, nonostante l’assenza di criteri di valutazione idonei a definire normativamente la gravità dei singoli casi, la necessità di ricevere il Servizio dovrà comunque essere “certificata” dalla Asl e accolta dalla scuola di appartenenza degli allievi. In altri termini si rimarrebbe del quadro delle opportunità presenti per l’impiego delle risorse destinate agli interventi (in particolare, il FSE).

E’ stato poi fatta presente la necessità di garantire agli allievi il completo “supporto organizzativo” previsto dalle normative in materia, che riguarda non solo l’assistenza, ma anche il trasporto gratuito per gli alunni con disabilità, come espressamente chiarito in più occasioni dalla Giurisprudenza, servizio rispetto al quale la Regione Lazio non ha ancora oggi definito l’entità dell’importo complessivo che dovrà essere stanziato per il prossimo anno scolastico, né le tempistiche in cui verrà emanato il relativo bando.

E’ stato infine ricordato agli interlocutori la necessità di arrivare all’adozione di tali provvedimenti attraverso un percorso partecipato che veda coinvolte attivamente le organizzazioni rappresentative dei diritti delle persone con disabilità, come disposto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità. In merito la Regione ha manifestato la disponibilità a formalizzare un tavolo di lavoro con le organizzazioni sulle tematiche relative all’Inclusione scolastica.

Le rappresentanze hanno quindi concluso l’incontro chiedendo all’Amministrazione regionale l’annullamento della Determinazione G07619 del 13/06/2018 e del relativo Avviso, e, al fine di evitare inevitabili ritardi che pregiudicherebbero con certezza l’attivazione dei servizi cui gli alunni hanno diritto all’inizio della didattica scolastica, la riconferma del Bando e della modulistica adottati nell’anno 2017/2018. In caso di inerzia da parte della stessa Amministrazione non è stata esclusa la possibilità di ricorrere ai competenti organi giudiziari per garantire per la tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi con disabilità.