Trasporto pcd Roma

Quale Mobilità?

UN PROVVEDIMENTO DA RIVEDERE NELLE SUE IMPOSTAZIONI

 

Le Organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità di Roma (FISH LAZIO, FAND Roma, Consulta Cittadina, UICI Roma) bocciano senza riserve la nuova bozza di Regolamento del Servizio di Trasporto cittadino (categorie lavoro e terapia) per le persone con disabilità motoria, cieche e ipovedenti elaborato dall’Amministrazione capitolina, giudicandolo un provvedimento irricevibile sotto tutti gli aspetti. Nella bozza di Regolamento definita in questi ultimi giorni che dovrebbe approdare in aula di Consiglio Comunale non ha trovato infatti accoglimento nessuna delle proposte delle organizzazioni rappresentative degli utenti, sia emerse in sede di Commissioni di Consiglio congiunte Mobilità/Sociale, sia presentate negli incontri precedenti e successivi alle stesse, neanche quelle che avrebbero portato ad una netta riduzione delle spese sostenute da Roma Capitale ed un ampliamento della platea dei beneficiari, per questa tipologia di interventi.

L’attuale testo non risponde minimamente alle esigenze di diversificazione e personalizzazione dei sostegni per la mobilità delle persone con disabilità di Roma, che l’Amministrazione Capitolina dovrebbe tutelare e promuovere, ma sembra più orientato a dare priorità ad azioni selettive in ingresso ingiuste e discriminatorie, a criteri per l’elaborazione delle graduatorie incoerenti ed improvvisati, al controllo degli utenti che utilizzeranno il servizio, limitando drasticamente la libertà di scelta della persona, anche riducendo gli spazi rispetto alla precedente disciplina.
Nella bozza si delineano evidenti ipotesi di discriminazioni tra i richiedenti il servizio, causate dalla previsione di criteri di accesso che non hanno alcuna rilevanza con il diritto alla mobilità.

Dal documento si evince un chiaro tentativo, che ancora una volta, scarica sulle famiglie l’onere di un trasporto pubblico inefficiente e non adeguato ai cittadini con disabilità.
Così approvato, il regolamento darebbe sicuramente luogo a fenomeni di esclusione e segregazione. Un testo palesemente in contrasto con il nuovo paradigma introdotto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che ostacola e precarizza la programmazione della propria vita, prevedendo, fra l’altro, la presentazione di inutili autocertificazioni ogni anno per gli utenti, che dovranno sperare la conferma del trasporto da parte degli uffici competenti, mentre viene eliminata qualsiasi partecipazione delle organizzazioni rappresentative alle azioni di monitoraggio previste.

Riguardo al bilancio ci chiediamo: come mai sono stati ridotti i finanziamenti per tale servizio nel 2017? Perché a fronte di un risparmio importante sulla gestione del servizio negli ultimi due anni non ci sono stati nuovi fruitori provenienti dalle liste di attesa?
Non esistono apprezzabili margini di revisione per un provvedimento che deve essere rivisto nella sua impostazione.

Per questi motivi le organizzazioni chiedono di riaprire nell’immediato un confronto concretamente costruttivo con l’Amministrazione Capitolina per arrivare ad un provvedimento che garantisca reali strumenti di partecipazione sociale ai cittadini con disabilità, in caso contrario le stesse saranno costrette ad adottare tutte le azioni necessarie affinché questo testo non trovi approvazione e applicazione, anche il ricorso agli organi giurisdizionali competenti.